Ogni giorno, attraverso le tecnologie, forniamo inconsapevolmente una mole enorme di informazioni personali. Siamo consapevoli di tutte le conseguenze che ciò può avere? Qual è l'uso che le grandi aziende del digitale fanno delle nostre informazioni?
In questa sezione raccogliamo alcuni articoli che riguardano la privacy e la personalizzazione (o mass customization).

Privacy, Soro: la protezione dati Internet apre una nuova grande sfida , La Stampa 28/1/2015

Come difendere i diritti delle persone nella nuova dimensione dell’infosfera, un habitat popolato di dati, informazioni, esperienze condivise, nuovi strumenti di conoscenza? Quali scenari sociali ed economici determina l’«Internet delle cose», cioè il mondo degli oggetti connessi? E quali sfide pone alla protezione dei dati personali il crescente sviluppo delle tecnologie indossabili, dagli orologi intelligenti ai nuovi visori a realtà aumentata? Temi cruciali per la nostra era, di cui si discute al convegno «Il pianeta connesso. La nuova dimensione della privacy», organizzato dal Garante per la privacy in occasione dell’annuale Giornata Europea della protezione dei dati personali...[continua a leggere]


'Libertà di parola' a Google su risultati del motore ricerca, Ansa, 18/11/2014

"Google può mostrare e organizzare i risultati di ricerca del suo motore online nell'ordine che preferisce. A garanzia di questa facoltà il primo emendamento della Costituzione americana, quello che garantisce - fra le altre - la libertà di parola e stampa. È questo il succo di una sentenza di una Corte di San Francisco e di cui riferiscono i media d'Oltreoceano...[continua a leggere]"


Facebook e privacy, occhio ai 'Mi piace', Altroconsumo, 9/4/2013

"Non importa se restringi la tua cerchia di amici e rendi visibili i tuoi dati sensibili a solo pochi eletti: ogni volta che clicchi su “mi piace” stai lasciando indizi nella rete sui tuoi gusti e le tue preferenze.

Dovrebbe essere una regola generale valida per tutta la rete: prima di fare qualsiasi operazione è bene essere consapevoli che stiamo lasciando una traccia. Nulla di particolarmente grave se si considera che questo accade anche fuori dal web. Da come si veste, dall’automobile che ha o dagli acquisti fatti con un bancomat o la carta di credito, ogni individuo lascia tracce di sé, elementi utilizzabili per farne un ritratto e prevederne i consumi...[continua a leggere]"


Facebook-WhatsApp, la paura degli utenti: 'La nostra privacy è a rischio, boicottiamoli', Repubblica, 21/2/2014

"Dopo l'accordo tra i due colossi, in rete nascono petizioni per 'migrare' dal social network di Zuckerberg o iscriversi alle alternative dell'instant messaging di Acton e Koum. L'appello al garante dei dati personali è mirato a vigilare attentamente. Fb potrebbe voler estendere agli utenti del servizio acquisito le sue analisi su gusti e interazioni, interconnettendo e integrando i dati e le informazioni raccolte nei propri database... [continua a leggere]"


Your E-Book Is Reading You, The Wall Street Journal, 20/3/2013

"Young children—even toddlers—are spending more and more time with digital technology. What will it mean for their development?

It takes the average reader just seven hours to read the final book in Suzanne Collins's "Hunger Games" trilogy on the Kobo e-reader—about 57 pages an hour. Nearly 18,000 Kindle readers have highlighted the same line from the second book in the series: "Because sometimes things happen to people and they're not equipped to deal with them." And on Barnes & Noble's Nook, the first thing that most readers do upon finishing the first "Hunger Games" book is to download the next one...[continua a leggere]".

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